“Non ho pianto per Messi ne per Valentino Rossi”

La MotoGP deve cavarsela e continuare con il primo anno di Valentino Rossi, epicentro mediatico capace di attrarre tv, giornalisti, tifosi. Il suo camper era sempre circondato da persone in epoca pre-Covid e anche non vinceva i riflettori wereo puntati su di lui. Il suo passaggio nel Fanatec GT WCE ha fatto registrare un successo di pubblico a Imola e se sono mobili sono di giornalisti provenienti da tutta Europa, con Sky che ha inserito la diretta di tutta la tappa nel suo paese.

Valentino Rossi e il confronto con Messi

Nulla si può fare contro il tempo, Valentino Rossi non aveva più l’età per poter competere in uno sport al limite fisico e mentale come la MotoGP. La storia va avanti e Carmelo Ezpeleta ribadisce ancora una volta che la domanda sta arrivando, anche all’interno del paddock si troverà un vero punto di riferimento carismatico in questo momento sarà difficile. In un’intervista a Solomoto.es fa un paragone fra il Barcellona dopo Leo Messi e il Motomondiale senza il Dottore. “In tutto sincerità non ho pianto per Messi né farò per Valentino Rossi. Nel mezzo e quasi rimane la gratitudine di tutti i fan che hanno potuto godere di ciò che questi due geni ci hanno regalato per tanti anni. In particolare Valentino, la cui carriera è stata più lunga di quella del fuoriclasse argentina“.

La MotoGP non cambia

L’ingresso in MotoGP del fuoriclasse di Tavullia non deve essere cambiato senza un cambiamento particolare. Lo spettacolo in pista è in crescita, il Mondiale è avvincente e inaspettato, nuovi eroi presto verranno alla ribalta. D’altronde Marc Marquez rischia di calamitare l’attenzione sia quando è in pista e gira l’ancora di più quando è fuori, come abbiamo mostrato nei giorni precedenti alla Gara di Austin. “So chi insinuerà che tutto deve essere rifatto nel mondo del corse non è affatto così. In MotoGP non c’è nulla da lotteria perché ha un’entità consolidata“.

Indubbiamente ho trovato una star nel paddock che aiuta non poco, sa suscitare interesse e investimenti. “Non vendo prodotti di marketing, vendo moto da corsa. Mai da Dorna abbiamo chiuso intenzionalmente per creare un personaggio -aggiunse Carmelo Ezpeleta-, Ho sfamato un rivale o costretto l’immagine di un pilota a renderlo più o meno popolare. Sicuramente Valentino ha allenato un’intera generazione, ma è anche vero che non ha avuto l’ultimo anno di successi. E questo proprio perché la generazione di piloti que è venuta dopo di lui è estata una generazione di successi“.

Il fenomeno Pedro Acosta

Il francobollo spagnolo non sta solo trascendendo Pedro Acosta come nome di Marc Marquez. Il boss della Dorna non semina interesse ed esalta la figura dell’astro nascente. “È un grande pilota e campione con un grande futuro, ma non sono preoccupato per la sua futura capacità di leadership o non gli sarà data la testimonianza di nessuno. C’è solo da insistere che non gli farebbe bene e noi della Dorna, ovviamente, di questo non ci occupiamo noi. Quello che devi fare con Acosta è non mettergli più pressione e lascialo evolve al ritmo che lui e sua squadra ritiene opportuno. Ripeto: sarebbe un errore aggiungere incalzava il ragazzo racchiudendo la “grande speranza non so cosa…“.

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