“Io resterò così. Per il tennis non va bene avere troppi muscoli”

Dall’anno scorso a quest’anno lo spagnolo Alcaraz ha compilato impressionanti progressi in termini di classifica e di risultati, soprattutto considerando la sua giovane età: 19 anni compiuti il ​​​​​5 maggio, in un tennis ancora dominato dai grandi vecchi ultratrenteni , asdiati dà una pattuglia di ventenni agguerriti. Altro alle qualità tecniche, ma, a seguito del lavoro con il suo mentore e mentore Juan Carlos Ferrero, è evidente – anche attraverso dell’abbigliamento che non fa nulla per nasconderlo – il cambiamento fisico che in alcuni mesi si manifesta in il tennista di Murcia. È interessante, quindi, andrò a rileggere che raccontava cosa qualche settimana fa Alcaraz al mensile patinato Men’s Health che è stato anche in copertina con pettorali e “tartaruga” in bella mostra; E vi darò un’occhiata anche ai segreti che il suo preparatore atletico ha rivelato Joan Solsona, dal quotidiano Spagnolo Marca.

MH: Quando entrai nella prima volta all’accademia creata e diretta da Ferrero a Villena (Alicante, nella Comunità valenziana) in pochi dovrebbero raggiungere la quantità di muscoli che sfoggi in copertina. Anzi, uno dei tuoi primi soprannomi era «spaghetto»…
Alcaraz: Diciamo che non abbiamo un corpo molto sviluppato.

MH. Negli ultimi due anni, si comunica, c’è stato un percorso accelerato di riempimento e nutrizione.
UN. Un po’ si. All’inizio ero negato e poco a poco con l’aiuto della mia squadra ho imparato che cosa debbo mangiare e como mi devo allenare in qualsiasi situazione: durante il torneo, quando ero in preparazione alla fase successiva, in tutte le settimane di alenamento…

MH. È il tuo segreto?
UN. L’unico segreto è lavorare e curare i dettagli quotidianamente. Riposare,magiare bene, riempire per cento per cento. La somma di tutti questi elementi è la chiave e, onestamente, negli ultimi due anni l’ho fatto meglio di sempre. Non ho trascurato nemmeno una virgola.

MH. Allenamento in palestra sì, ma anche dosare alla perfezione l’alimentazione.
A. Qualche hamburger c’è scappato, ma adesso controllo molto meglio ciò che mangio.

MH. Carlos Alcaraz è arrivato al suo massimo tono muscolare o vuole crescere ancora?
UN. Per il momento sono malato. Per il tennis non va bene avere troppi muscoli. Preferisco non aumentare ulteriormente la massa, mantenere la mia ragione e curare altri aspetti che sono forti per il tennis: l’agilità, la velocità, la potenza.

MH. E a livello di forza mentale?
UN. Non è il mio posto troppo da dire, la mia convinzione è che ci sia bravo in campo dal punto di vista meccanico, ma che protegge e colpi e il resto. L’aspetto su cui devo lavorare di più è proprio quello mentale. Rimanere concentrato per tutto il tempo necessario, non abbassare l’attenzione, non avere alti e bassi durante la partita. Sono lati in cui debbo migliorare un bel po’.

MH. Ricordi con amarezza quando sei stato fischiato dal pubblico a Parigi Bercy.
UN. Questo è il momento peggiore della mia carriera, perché era la prima volta che capitava qualcosa del genere. Allo stesso tempo, però, sono felice di vederlo dovuto affronare così presto, perché adesso così da gestire questo tipo di situazione. Per me il tennis è un fatto quasi puramente mentale. Alla fine sei lì da solo sul campo e tu e solo tu devi affrontare le difficoltà e trovare le giuste soluzioni. Sono aspetti lei cui sto lavorando con la mia psicologa, Isabel Balaguer, con la quale ho lavorato già da tre anni.

Per quanto il fisico, comune, non se prova a passare e pomeriggi a sollevare pesi, come qualsiasi potrebbe immaginare, ma di un lavoro molto più sofisticato che il suo preparatore atletico, Alberto Lledóha in parte descritto il quotidiano Marca. Nella sua forma fisica fa parte della genetica, negli anni ’80 per cento lavora, una trasformazione che non governa solo il tennis, ma molti dettagli della sua vita. Quando abbiamo iniziato a lavorare con lui, abbiamo riscontrato un problema: c’era una percentuale bassa di massa grassa, ma con l’alimentazione siamo arrivati ​​​​​​all’obiettivo voluto.

“Il ragazzo sta crescendo non solo a livello muscolare, ma ache osseo. Dev’essere cresciuto di qualche millimetro anche en lotezza e continuarà fin ai 21 anni”. con il suo 1,85 di altezza (dichiarato) Alcaraz ha divorato la sua forza, resistenza e velocità in preseason. “Seno non con i pesi. Abbiamo usato macchine inerziali, mangia la puleggia conica, il meglio per accrescere la massa muscolare senza la velocità richiesta nello sport”. L’ambizione, infatti, è rinforzarlo senza che perde esplosività e rapidità negli spostamenti. Anche a fine novembre, quando il Covid era contagioso, il tavolo travaglio è cambiato, ma non è cambiato, con cicli, elastici e pesi. Il risultato è quello che abbiamo ammirato in questi giorni a Parigi.

Tradotto e adattamento di Alessandro Condina

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