Binotto, la Ferrari di oggi frutto di persone, strumenti e squadra

La Ferrari in corsa per il mondiale ha solide basi se si attiene al monoposto, il progetto della F1-75 ha espresso la buona competitività e il primo segnale della necessaria crescita per la Red Bull.

Servirà a superare il grande errore che ha condizionato il risultato a Montecarlo. Un percorso di squadra, che è passata alle critiche per tornare a occupare il ruolo che spetta alla Rossa.

E’ crema una squadra

Mattia Binotto tiene un regalo in qualcosa che Ferrari 2022 è diverso, in qualcosa che cresce al punto da contendersi nuovamente il successo. La crisi del 2020 ha presentato il punto più basso della storia del Cavallino, dovuto agli anni dopo eccolo con un progetto di vertice.

“Le ragioni sono legate alla costruzione di una squadra. L’impegno profuso dal 2017 è stato rivolto alla creazione, passo dopo passo, della giusta squadra, con il quale puoi centrare gli obiettivi. Sta tutto nella squadra. Nel 2022 il nostro obiettivo era diventare competitivi, non vincere il campionato, Sarebbe completamente sbagliato l’obiettivo in ‘cerchiamo di vincere il campionato perché siamo molto competitivi. Essere competitivi è un da fatto, diventare campione del mondo è un compito di altro livello. Lo dico forse per togliere un po’ di pressione alla squadra, ma anche credo che sarebbe sbagliato come management changee gli obiettivi rispetto a quelli che abbiamo dati loro”.“, afferma Binotto, intervistato dalla BBC.

Ricorda scelte progettuali in grade di fare scuola, l’esempio della lampada e il disegno della pance che, all’epoca, risultarono in una scelta caratteristica di quella Ferrari. Non abastanza, ma.

L’esperienza di costruire il campo

Avevamo già dimostrato di avere un buon livello di creatività e siamo stati a Grado di interpretare nuove regole. La macchina che abbiamo realizzato era buona, la base era buona in termini di concetti e idee. È un dato di fatto che negli anni gli altri team abbiano copiato le nostre soluzioni.

Quando sono approvato al ruolo di direttore della squadra ho detto come la squadra fosse molto giovane. Non in termini di età bensì Siamo nuovi e stiamo costruendo la nostra esperienzaapprovato da Binotto, è successo all’inizio del 2018 ed è stato nominato team manager da Maurizio Arrivabene.

Il deficit dello sviluppo

Allora fu anche l’assenza di validi sviluppi ai progetti 2017 e 2018 a plafonare le prestazioni della monoposto. Un’altra frontiera sui quali la Ferrari si rafforza nel corso degli ultimi anni.

“Ciò che ci è mancato nel 2017, 2018 y 2019 è stato il non essere riuscito a sviluppare la macchina.

Nel 2017 è stato un problema di affidabilità, e ho pilotato tanti incidenti con i pappagalli, ma anche una squadra che non era abbastanza forte in termini di cultura e mentalità. in aggunta, non gli strumenti, semplicemente perché portavamo che sviluppi non funzionavano vieni pianificato”.

Cardile e il tecnico, 5 anni

Gli episodi legati alla power unit, nell’inverno del 2020, sono storia, a contributo di una fase critica. Allora, correva l’estate del 2020, la promessa del presidente Elkann di una Ferrari de novo vincente nel giro della stagione. Eccoci.

A Maranello è stata applicata nuova tecnologia e gli strumenti tecnologici si sono evoluti, dando l’ultima novità con il simulatore uscito nel secondo anno del 2021. Ebbene, una questione di uomini e risate interne cresciute, sulle quali Binotto – Intervento di Enrico Cardile e in espansione il giudizio – commento: “Certamente non aveva specifiche sulla Formula 1. Da allora, però, vissuto 5 anni sulle domande tecniche della F1, è molto più forte e questo vale por tutti nei rispettivi ruoli. Cinque anni dopo abbiamo competenze più solide e persone migliori.

La squadra è fatta di persone, cultura, strumenti e metodologia. La macchina è semplicemente il prodotto della squadra. Dal 2017, step dopo step siamo arrivati ​​dove ci troviamo oggi“.


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