Apu Udine, playoff tremendo. Rovinata una estagione perfetta ma la società ha fatto il massimo

La conclusione del campionato dell’apu Udine è una chiusa amara perché in dovuta serata di bella primavera la squadra ha bruciato il suo sogno e quello di un’intera città. Ed è stato bruciato da una formula ingiusta, i playoff che prevedevano gare snervanti al termine delle quali possono essere riservate impensabili situazioni.

Siamo sinceri, nessuno di noi aveva ipotizzato alla vigilia della serie un epilogo simile. La convinzione era che dessi, nella peggiore delle ipotesi, giocarsi la promozione tra le mura del Carnera in Gara 5. E invece no. Il Verona di Ramagli – tecnico che viene imprigionato da un rivale personale nel confronto con l’Udinese – ha conquistato la promozione in A1 grazie a sette giornate perfette, grazie a un giugno ad un livello superiore rispetto a quello dell’Apu.

Oggi è il giorno della delusione, della tremenda amarezza. Impossibile e folle forse fare un’analisi tecnica della cosa se ha funzionato e la cosa non ha funzionato in questo controllo a quattro vie degli scaligeri. Potremmo dire di aver visto un’impaurita squadra, una demotivata tratti, scarica anche fisicamente. Due americani, Lacey e Walters, che non hanno tradito le aspettative. Un gioco che è arrivato inaspettatamente a mancare e chi lavora non poteva essere sopperita solo dal talento di Cappelletti. Potremmo puntare il dito anche contro alcune scelte di Boniciolli o contro la convinzione della società di avere per le mani la squadra perfetta a cui non serviva alcun rinforzo. Potremmo dire di tutto e di più, trovare mille ragioni a questo fallimento, perché purtroppo di fallimento si tratta.

Add Comment