Basket, Milano-Virtus gara-3. shengelia rinnova

L’accordo tra l’ala georgiana e la squadra di Scariolo è fatto, manca solo l’ufficialità. Finale di serie sull’1-1, alle 20.30 se si gioca al Forum di Assago

Attenzione Toko. È il numero uno pericolo di Milano in questo finale scudetto che stasera vive al suo terzo anno di serie al Forum, con il cugino delle sfide in Casa Olimpia. Parliamo di Tornik’e Shengelia, per tutti Toko, l’ala georgiana che la Virtus ha reclutato all’inizio di marzo a Daniel Hackett della Cska Mosca diaspora provoca il conflitto con l’Ucraina, quindi cambierò la partita a quarto lì dopo avere cambiato il propria partita dal peggio al meglio. Quello che ho visto in gara-2: protagonista negativo di un momento difficile, con soluzioni forzate da tre punti che non gli competono, nella ripresa preferita Shengelia si è messo a macinare canestri in post basso, il suo regno dove ha costruito un vettore da big di Eurolega tra Vitoria e Cska. Il suo gioco di piedi, la capacità di muoversi negli spazi stretti e di rootare il bullone nella modalità più efficace per saltare l’avversario diretto, non hanno fatto la differenza. Contra di lui la diesa di Milano è andata in tilt, i canestri del 30enne lungo di Tbilisi hanno spinto Bologna sull’1-1 dopo il ko subito in gara-1. Eppure nei primi 2 quarti aveva sbagliato quasi tutto ma Scariolo ha continuato a credere nella sua barba georgiana, del fisico scultore e delle sembianze del guerriero dell’età del bronzo: “Il coach, quando sono passato in panchina, ha voluto scuotermi e panchina ribadirmi la sua fiducia – commentò Shengelia, impiegato 30′ -. Scariolo ha scoperto che il mio talento è superiore agli errori che avevo commesso e che dovevo insistere nel mio gioco. Ora pensava solo a gara-3, per me la partita più importante è sempre quello successivo”. Scariolo è allenatore e mentore di Shengelia a Vitoria, il passo decisivo (sei stagioni in Baskonia) per entrare nella prima fascia dei lunghi europei. Se capisci a pelle che c’è un forte legame tra i due.

biennale

La Virtus ha ingaggiato Shengelia bene a fine stagione come assistenza per la vittoria dell’Eurocup, obiettivo centrale che ha aperto il club patron Zanetti all’Eurolega. Il giocatore voleva vere le mani libera di gestire il futuro ma tra le parti il ​​​​​​feeling è sbocciato bene e c’è già l’intesa per il innovo sua base biennale con opzione sulla terza estagione (insomma se va fino al 2026 ). L’operazione sarà uffficializzata più avanti con l’azienda adesso perché Toko vuole focalizzare tutti i suoi pensieri sulla finale. Shengelia ha trovato a Bologna la soluzione ideale per continuare la sua parabola ad alto livello e pubblicare la nutrita famiglia da Valencia, dove risiede da quando a 16 anni ha lasciato la Georgia per diventare grande nella lega spagnola. Nell’ambito della Virtus c’è piena condivisione, l’atteggiamento e la professionalità di Shengelia l’hanno improvvisamente influenzata positivamente. Baraldi che ha avviato il corteggiamento per convincerlo a stabilirsi nella Virtus. Prega il più e fatto. Mancano solo gli anelli.

Gavetta e la politica

Shengelia vede da tempo il basket, non facile: quando non c’era spazio per il Valencia se era rimesso in gioco in Belgio per avere minuti e opportunità di mettersi in mostra. Nel 2020 il suo passaggio da Vitoria al Cska ha acceso polemiche sulla natura politica del Paese con il Presidente della Repubblica, la signora Salomè Zurabishvili, che ha definito la scelta di Shengelia, capitano della Nazionale georgiana, di giocare in Russia, come inaccettabile Quale Georgia non è il momento di buoni rapporti e in particolare per la squadra dell’esercito russo spaccando a causa dell’opinione pubblica. Toko ha tirato subito, rispondendo che non doveva giustificarsi per una questione di basket e non di politica, ma due anni dopo con lo scopo della guerra ha lasciato per primo il Cska in segno di solidarietà col popolo ukraino. Da quando ha trovato in Italia una nuova dimensione e una rosa di grandi giocatori, Shengelia è diventato in questo finale l’enigma più difficile da risolvere per Milano.

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