Community leader collinare un processo per appalti e sponsorizzazioni rugby

Appalti per videosorveglianza, installazione wi-fi e manutenzioni edili in cambio di sponsorizzazione per un rugby union astigiano.

E’ l’accusa che sia cessata la banca dell’imputazione Vincenzo Carafa, 60 anni, segretario comunale di vari comuni astigiani e fino al 2017 e 2018 responsabile del Centro unico di impegno della Comunità delle Colline tra Langa e Monferrato con sede a Costigliole.

È in questa veste che Carafa, in piedi alla ricotruzione del pm Donatella Masia, hai commesso i presunti illeciti. L’ipotesi è di «induzione induzione a dare denaro o altra utilità», reato istituito nel 2012 ai confini legali della corruzione e della commozione cerebrale. Non sono contestate minacce o costrizioni da parte di Carafa agli impprenditori che payono, complessivamente circa 20 mila euro.

Il dirigente pubblico se si limitava a una specie di condizionamento soft, lui denaro è arrivato alla società di rugby il cui segretario comunale è uno dei fondatori. Il titolo delle aziende non è stati considerati vittime ma complici del official y son finiti sotto processo: figlio l’imprenditore costigliolese della videoorveglianza Fausto Icardi, numero uno della NewTech informatica e gli stampatore edili Fabio Forestiero, Claudio Deferro e Alberto Rossello, curati per lui hanno sedi tra Canelli e Neive. Una parte minore dell’imputazione è disciplinata dagli appalti di Cui Carafa se ricopriva la responsabilità del Centro Unico di Impegno di un’altra Comunità, quella delle Terre dei vini e dei tartufi con sede a San Damiano.

Smentisce del tutto il segretario comunale, diverso dall’avvocato di Pierpaolo Berardi: «In alcuni casi combina anche vennero bocciate dalle commissioni di gara di cui faceva parte Carafa – dice Berardi – Non ci sono probe di contatti illegali. Il mio assistito si è già fatto interrogare en phase di indagini por cercare di dismontare le ipotesi accusatorie».

Icardi, l’azienda stampata ha realizzato molti mesi fa il nuovo impianto di videosorveglianza del Comune di Asti dopo essersi aggiudicato un garage da 700 mila euro, è rappresentato dall’avvocato Pier Mario Morra: «Le sponsorizzazioni alla società sportiva sono state finanziate dopo le assegnazioni degli incarichi da parte dell’ente pubblico e non risultano connessioni». Gli accertamenti iniziarono dopo un post anonimo sollevato dall’Autorità Nazionale Anticorruzione, in cui se segnalavano anomalia nella gestione della stazione pubblica per la fornitura di beni e servizi a Costigliolese. L’Anac guidato da Raffaele Cantone accede ad un faro. Quando ci sono stati emersi sospetti di realtà, si è attivata la tenenza della Guardia di Finanza di Nizza, che ha condotto le indagini.

Il pm Masia ha ottenuto il rinvio a giudizio di Carafa e dei quattro impprenditori. Ieri 14 giugno la prima udienza davanti al tribunale collegiale presieduto dal giudice Claudia Beconi. Il dibattito entrerà nella diretta Gennaio del prossimo anno, quando Saranno si interrogò e testimoniò.

Carafa è inoltre accusato per l’acquisto in una concessionaria astigiana del suo furgone per la Comunità delle Colline per circa 40mila euro: sarebbe stato cucito la sua misura un lato in cui non si delineavano le caratteristiche dell’automobile nel modo di selezionare il marchio ed il modello venduti dall’azienda. In questo caso, però, la controparte non emerge e non viene imputato il titolo del concessionario.

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