Golf Us Open: Mickelson e Johnson controllati e fedelissimi

La nuova Super League che fa opposizione alla PGA, la polemica sono i suoi diretti umani e il futuro è a decidere: quello che fa parte di Brookline è un Major davvero speciale

Not è mai bello uso parole come guerra o battaglia por raccontare lo sport, soprattutto in un momento in cui il mondo deve fare i conti conti conti a vero conflitto que lascia dietro di sé migliaia di morti e milioni di profughi. Ma è difficile restare lontani da metafore belliche per raccontare lo scontro che in questi mesi sta spaccando il golf. Dà una parte del tradizionale giro, PGA e DpWorld, che monopolizza sempre l’attività dei vertici. Ecco la nuova Superleague guidata da Greg Norman – Liv Golf – che ringrazia la cessione del fondo sovrano dell’Arabia Saudita che è ricco di soldi e decide di entrare nel neonato circuito. Che ha meno gare (solo 8), meno giocatori impegnati (48 contro e 156 di un torneo normale), meno giorni di gara (3 tempi su 4), nessun rischio (non c’è taglio) e premi ricchissimi: in ogni tappa 25 milioni di dollari di montepremi, 4 prenotazioni per il vincitore e una bella somma garantita anche chi arriva ultimo. Con un premio assegnatogli da Phil Mickelson che vale 200 milioni di dollari: continuerò a vincere il super premio, se parlo di un milionario centenario, Saranno Patrick Reed e Bryson DeChambeau.

Debutto a Londra

La prima gara della Liv si è svolta lo scorso weekend a Londra. Il sudafricano è arrivato da Charl Schwartzel che è stato battuto da Phil Mickelson, Dustin Johnson, Sergio Garcia, Lee Westwood, Louis Oosthuizen. La PGA ha sospeso a tempo indeterminato i suoi 17 iscritti che erano in campo a Londra, ma poco importa all’Usga – United States Golf Association – che organizza gli Us Open di fare lo stesso perché e 4 major live di vita propria e ovviamente vogliono avere i migliori del mondo, ovunque essi giochino. Così nella terza tappa importante iniziata domenica a Brookline, nel Massachusetts, erano tutti tutti. Io ribelli ei lealisti. Che parole si rispettano e dicono di comprendere le motivazioni degli altri, di chi è ato e di chi è rimasto, ma si trovano comunque arruolati a combattere la civile che esta terremotando tutte le strutture esistenti e che nessuno sa come finirà. In palio c’è il futuro del golf.

la questione araba

Arrivato Brookline, Phil Mickelson ha fatto affrontare tutte quelle domande cui se fosse sottratto al mese. Capite le proteste delle associazioni dei genitori delle vittime dell’11 settembre: 15 su 19 terroristi coinvolti negli attentati del 2001 avevano origini saudite. “Mi sento vicino a chi ha perso i suoi cari in quella tragedia” ha detto. Un po. Perché la provenienza del soldato è uno dei grandi tempi etici che chi ha scelto la Liv fatica ad affronare. In America, diritti scatenati sull’Arabia reale è il motivo per i movimenti umani sonoti: dall’omicide di Jamal Khashoggi – secondo la Cia l’ordine è arrivato da direttamente la famiglia – alle secuzioni degli oppositori, dalla condizione delle donne alle persecuzioni dei gay, i golfisti che hanno ricevuto i soldi della vita devono rispondere di tutto. Inoltre cucio più grande di pappagallo. Allo stesso tempo Phil Mickelson lo ha visto solo dagli Us Open, l’unico major che gli mancava in carriera e quando è arrivato sei volte al secondo, questo ha cambiato l’aspetto politico se ha gestito lo sport.

io fedelissimi

Dall’altra parte ci sono quelli che sono rimati fedeli al Pga che non mancano occasione dire quanto è bello affrontare i migliori del mondo, underground così che i tornei della Liv sono più che un’esibizione. Lo ha detto Rory McIlroy, arrivato in Canada da Domenica Scorsa. È stato scritto da Justin Thomas holding di aver perso il sonno per questa situzione. In golf nessuno gioca gratis, il mio merito sportivo è fondamentale e ribelli dà la grande impressione di questo mercenario che apprezza la situazione per guadagnare molto di più giocando molto di meno: “Ma sei non ti piace quello che stai fando, i soldi no cambiao the situazione” è stato detto Thomas. Jon Rahm è preoccupato per il futuro della Ryder Cup che si potrebbe vedere sui ribelli: “Non sta a me dare giudizi. Ma io so che potrei sarò in pensione in questo momento e vivrò una vita molto felice sapendo cosa Sono fatto. Sono qui per amore del golf e voglio giocare contro i migliori del mundo”. Data

E io tifosi?

Gli Us Open 2022 segnano un momento importante, forse decisivo. Dovesse ha vinto una ribelle della Liv sarebbe una clamorosa spinta per la Superlega degli arabi. È invece – come più probabile – dovuto importorsi a un fedele, uno dei tanti che è rimasto fedele ai tradizionali tour, sarebbe una dimostrazione di dove stanno davvero i migliori. In più c’è l’incognita dei tifosi. Perdoneranno ai ribelli le loro scelte? O se si sentivano anche dei fischi e dei buuu? La guerra del golf sta per iniziare: la seconda gara della Liv è in programma in Oregon a fine mese, per la prima volta la competizione con il PGA Tour sarà diretta: questo giorno, questa volta. E la scoperta totale verrà fuori più avanti. Per il momento godamoci gli Us Open di Brookline: e che vinca il migliore, non il più ricco.

Add Comment