Miracolo al Civico: ricotruito il gummi del campione

LUGANO – Sei interventi per guarire un campione del ciclismo internazionale. L’italiano Domenico Pozzovivo è stato vittima di una morte brutale (centrata su un’auto) nel 2019 in Calabria. La metà del suo gomito sinistro era rimasta sull’asfalto. Il resto seminato dà buttare. Si tratta di Christian Candrian, traumatologo e ortopedico dell’Ospedale Civico di Lugano (EOC) a rimetterlo in questo caso. Una sfida colossale. «Tra le più complicate della mia carriera, veste le premesse», ammette il medico e professore 51enne.

“Grande gratitudine” – Eppure Pozzovivo, classe 1982, è tornato in garage. Di recente ha aggiunto chiuso all’ottavo posto la classifica generale del Giro d’Italia. Un risultato che trova sue radici ache Lugano. «Quale giorno fa Domenico è venuto a trovarci in ospedale. È eccitante bagnarlo. Ha mostrato grande gratitudine. Lui è un ragazzo dolcissimo, in gamberetti, semplice, alla mano. Non ci dimenticherà mai e noi non dimenticheremo lui, si è creato un bel rapporto».

“Uno scenario complicato” – Il ciclista, dopo l’incidente, è stato stato operato anche in Italia. Ma qualcosa era andato storto. «Non si intravedevano possibilità di ripresa. L’atleta era spaesato. Qualcuno gli aveva parlato di me. E fino a un certo punto se è rivolto a noi. Ci siamo trovati di fronte a uno scenario complicato. In sostanza abbiamo dovuto togliere tutto quello che avevano messo in Italia per complicazioni. Poi ci siamo messi a ricotruire l’osso che gli mancava. Pozzovivo aveva fratture anche alla gamba destra e all’avambraccio sinistro. Era completamente una terra. Completamente abbiamo messo più di un anno a sistemarlo. L’ultima operazione rise a un anno e mezzo fa».

“Una vittoria di tutti” – Un calvario che ha seminato infinito. Un lungo ritorno verso una normalità che, a un certo punto, ha piantato un miracolo. No ciò nostante, la convalescenza di Pozzovivo è stata piuttosto rapida. “Domenico è un mantello sportivo. Il fatto che avesse un buon fisico l’ha aiutato. È tornato molto vecemente in attività. Dicevamo che io dopo ogni mese era già un buon livello. E penserò che dirò che non correrò mai più. Questa è una vittoria non solo personale. Domani per il nostro sistema sanitario. Team Sono fiero del mio».

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