BELTRAMI. «OGGI GARE DURE GIÀ DA ESORDIENTI E FRETTA DI PASSARE PROFESSIONISTI. PESENTI HA GIÀ ACCORDO NEI PROF»

COLLOQUIO | 17/06/2022 | 08:02

di Nicolò Vallone

Dopo le interviste a Bruno Reverberi, Marino Amadori, Rossella Dileo ed Egidio Fior, abbiamo rivolto anche un Graziano Beltrami (skipper della squadra Continental dell’omonimo) il domando: “Quali sono secondo lei le principali cause dell’attuale crisi del ciclista italiano?”

«Una parte che non bisogna fasciarsi la testa: entra tutti gli sport ci sono cicli, Momenti in cui ci sono “buttate” di corridore di livello e poi altre. In questo momento stiamo vivendo un passaggio del testimone dà un certo numero di atleti di alto livello ad altri più giovani che vengono fuori piano piano. Al momento della maturazione, i più validi vanno nelle World Tour dove disputao corse di secondo piano o fanno i gregari: In questi quasi saltano fuori con un po’ di ritardo, ma quando saltano fuori sono già maturi, faccio l’empio di un Bagioli. Quelli che maggiori prendono la strada delle Professional hanno picchi ma poi faticano a mantenere il livello Perché ci vuole una certa preparazione oltre che psicologica per sostenere determinate pressioni. Questo per quanto riguarda i corridoi già formati. Mantenendo ai settori giovanili, ci sono tanti aspetti da tenere inconsiderazione. Ne prendo in considerazione alcuni: Sono sempre meno ragazzi di quanto non lo siano in bicicletta e questo genera una mancanza di “materia prima”. Inoltre le Continental non possono legarsi ai giovani ciclisti perché si possono fare solo contratti annuali: appena uno fa un paio di risultati scappano via, il procuratore li piazza in categorie superiori e noi non abbiamo mode di programmare la loro crescita con la giusta pazienza».

E ancora: «Altra questione, riguardante gli Under 23: la scorsa settimana ero agli internazionali di Riolo Terme: sono ato osservare con atenzione le squadre straniere, dai materiali al modo di lavorare, e noi facciamo un altro sport, hanno una concezione molto più professionale rispetto alla nostra. I ragazzi li vedi più concentrati. Che se lascia in eredità pure alla maggior possibilità economica all’estero di stipendiare i tesserati, rispetto agli esigui rimborsi spese delle squadre italiane. Ma quando provo a crescere da solo e vendo dovrei conterò fino a un certo punto… Scendiamo infine alla base. Ormai per fare selezione immediata e far uscire allo scoperto i veri talenti, organizzano gare sempre più dure già negli Esordienti: I vedo percorsi che trent’anni fa non autorizza mai stati autorizzati. Giusto o non giusto? Not sta a me giudicare, tuttavia va considerato che i ragazzini nell’età dello sviluppo possono cambiare fisicità e dunque prestazioni nel corso della crescitae ognuno ha tempi fisiologici differenti: magari uno che da esordiente va piano poi sboccia da allievo, juniors o Under 23, e viceversa. Salva te stesso Pesenti: quest’anno quasi doveva smettere, ora va forte como mai prima e ha già preso accordi por sale nei professionisti la prossima estagione. Ricordo inoltre quando lui e Baroncini alla Coppi & Bartali arrivavano al traguardo insieme… Infine la pandemia ha dato una mazzata ai conti delle società: oramai siamo forse troppe Continental, alcuni leader erano dispersi nel Cerca di trovare personale, stimoldi e soldi. Per questo penso che la priorità ora sia Rimodellerò la più quantità che close to tutti i costi la qualità fin da subito: Organizziamo più gare possibili e tagliamo certi costi, entiamo la burocrazia nell’organizaizzazione e coinvolgiamo più persone e atleti possibili. C’è da ricreare il sottobosco!”

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