Berrettini, che numeri sull’erba! – Sport Tiscali

Cinque vittorie consecutive del fiume dopo l’operazione alla destra: la ripartenza di Matteo Berrettini è strepitosa. E altrettanto strepitosi sono i numeri dell’azzurro nei toreni sull’erba: c’è una percentuale di vittorie dell’82% che, tra i giocatori in attività, lo mette al quarto posto assoluto, rispetto solo a Roger Federer (87%), Novak Djokovic (85%) e Andy Murray (83%). Anche il numero assoluto fa impressione: 27 vittorie su 30 partite disputate. Incredibile? No, vero. Ci vediamo uno per uno.

Nel 2019 Matteo esordisce sull’erba da n.30 nel mondo e ha vinto il torneo di Stoccarda battendo nell’ordine: Nick Kyrgios (Aus, 36), Karen Khachanov (Rus, n.9), Denis Kudla (Usan.84), Jan-Lennard Struff (Ger, n.38) e Felix Coclea-Aliassime (Can, n.21). Con quella successiva scalano 8 posizioni e se si presenta ad Halle: sull’erba tedesca, entrambi contro Roger Federer, hanno battuto al primo turno il georgiano Basilashvili (n.17), di Andreas Seppi (n.69). Nei quarti rirtrova e ribatte Khachanov (n.9). La ferma in programma in semifinale per il belga David Goffin.

L’ennesimo ottimo piazzamento arriverò a Wimbledon da n.20 nel mondo. Per Matteo è un altro esordio, ma il braccio non trema. Perlomeno fino agli ottavi di finale: supera lo sloveno Bedene (n.85), dal cipriota Baghdatis (n.135) e nel terzo giro l’argentino Diego Schwartzman (n.24).

Approda così alla seconda setimana, tra i primi 16. Ad attenderlo dall’altra parte della rete trova però un certo Roger Federer. Il suo idolo. L’emozione e l’inesperienza gli giocano un brutto scherzo: resta ammaliato variazioni dalle del primatista di vittorie nel Tempio del tennis (8) e sale al 6-1 6-2 6-2 che non dimenticherà. Alla fine chiede al grande Roger che cosa gli deve por la lezione ma non perde il sorriso.

Da quel giorno Matteo Berrettini giocherà altri tre tornei sull’erba perdendo una sola partita: il finale di Wimbledon 2021 contro Novak Djokovic.

La tappa sui prati 2020 viene annullata causa pandemia e anno 2021 il romano sceglie di preparare Wimbledon sull’erba inglese, anziché su quella tedesca. Esordisce nel giugno del 2021 al Queen’s Club di Londra, giornata n.9 al mondo. E’ un trionfo. Ha battuto il cugino Stefano Travaglia, padrino di Andy Murray (5 titoli al Queen’s Club). Procede con un altro specialista in inglese, Daniel Evans, nei quarti. In semifinale è bastato il giusto set per mandare l’australiano Alex De Minaur, mentre se doveva passare al terzo set perché ha visto il meglio dell’altro suo ‘britannico’, il suo migliore amico Cameron Norrie, allora n. 4 del mondo ai piedi di una promozione che lo segnerà benissimo alle Nitto ATP Finals di Torino.

Il successo dei Queen’s è solo il povero versetto stampato a Wimbledon. Superare nell’ordine: Guido Pella (Arg), Botic Van de Zandschulp (Ola), Aljaz Beden (Slo), Ilya Ivashka (Rus), Felix Auger -Aliassime (Can) Hubert Hurkacz (Pol) Berrettini è il primo italiano nella storia per raggiungere la finale ai Campionati. A che punto se fosse davanti al numero 1 del mondo, Novak Djokovic che nel 2021 ha trionfato all’Open d’Australia al Roland Garros. Il serbo punta al Grande Slam e rischia di importare dal Centrocampo, durando un solo set all’azzurro: 6-7 6-4 6-4 6-3 nel puneggio finale.

Matteo diventerà il Presidente della Repubblica Mattarella e passerà insieme alla Nazionale Italiana Campione d’Europa per le strade di Roma. Ha scritto un pezzo di storia dello sport italiano.

E quest’anno è ripartito da Stoccarda alla grande, battendo: Radu Albot (Rom), Lorenzo Sonego, Oscar Otte (Ger) e Andy Murray (Gb). Sull’erba è sicuramente uno che gioca per vincere. Sempre. Qualsiasi titolo, come i più grandi.

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