Golf, Campionato Open Track. Molinari: “Buone sensazioni”

Iniziato l’Open Championship, quarto e ultimo major della tappa. Questa è la 150° edizione del torneo più antico di golf. Guida l’americano Cameron Young

Presto. Alle 6.35 di questa mattina lo scozzese Paul Lawrie ha sparato il primo colpo della 150esima edizione dell’Open Championship ai piedi dell’austera club house di St. Andrews, custode della storia e della regola del golf.

Dopo le prime partenze (considerando che l’ultima squadra ha affrontato la buca solo una alle 16.16) sono dovuti in gara gli azzurri professionisti, Guido Migliozzi e Francesco Molinari. Entrambi hanno consignato un punteggio di 73 colpi, uno sopra la coppia. A causa di uno spauracchio e di un uccellino per il venticinquenne vincenziano accompagnato dal nuovo allenatore Federico Bisazza. Una prima parte di tappa sotto tono basso, ma segni di ripresa nell’ultimo periodo con una top ten al Dutch Open e un 14° posto agli Us Open (dove se fosse piazzato quarto lo scorso anno). “Ho giocato bene oggi, ma mi è successo il putt, sui green non ho trovato la velocità giusta”, ha detto. Questo è stato un problema per Francesco Molinari (anche perché aveva un birdie nella prima e per un bogey nella seconda), un putt imbevuto per recuperare la coppia e tanti sbagliati per un salto di qualità. “Da lontano mi sono spesso lasciato un ritorno troppo lungo e ho pagoto. Sono invece soddisfatto per come ho toccato la palla da lontano”, ha detto. Bei drive e ferri a cercare le aste (“tranne un wedge colpito male alla 16 che mi è costato un colpo”). Ha contribuito al “buon feeling” di una relazione con il suo life coach, Dennis Pugh, tornato da suo figlio a St. Andrews. La casa di reclusione di Avere a Los Angeles aveva imposto un cambio di squadra. E anche la schiena è tornata a posto.

Per i due italiani il primo round si chiude con una posizione di bassa classifica. La prima volta sul terzo giocatore azzurro pomeriggio, il dilettante Filippo Celli (74 il suo punteggio, “con qualche rimbalzo sfortunato”), che nel giro di un mese ha provato l’Old Course (giocando il St. Andrews Links Trophy) e Poi ha vinto l’Amateur Championship le sue altre maglie (quella di El Saler in Spagna), che lo ha catapultato in mezzo ai grandi del major più antico. Ventuno anni, romano, un meter e novanta di talent, passione e migliori prove, un giocatore che attacca e che sotto pressione trova gli spunti. Dei links ha detto: “Sono intrigante e divertente, con il percorso a balia del vento e rimbalzi imprevedibili. È un altro golf”. Infatti. A St. Andrews in questi giorni la palla corre chilometri, con dietro wind e fairway più duri del solito. È difficile da gestire, ma è facile accendere e temere il bunker con un colpo ed è quasi sempre personale. Intanto però, nella parte alta della classifica figura chi ha giocato al mattino, in migliori condizioni. Il leader è l’americano Cameron Young. Otto birdie il suo punteggio per un 64 finale (-8). Male niente per un esordio all’Open. 25 anni fa sono nato a Scarborough (New York) e sono figlio di un professionista. “Non pensato di aver giocato a turno perfetto, ma piuttosto di aver affrontato la situazione nel modo giusto, portando a casa il punteggio”, ha commentato. “Essere davanti non mi mette pressione, dormiò bien; vedremo domani, ma sono in controllo della situzione”. Considerato che in questa tappa (suo cugino al PGA Tour, conquistato dal momento in cui è arrivato per partire in fila nella divisione minore) ha incasinato il campo tre piazze d’onore e due terzi posti (compreso il campionato PGA ), sembra che io sappia quanto è abbastanza. Alle spalle di due lunghezze Rory McIlroy, partito subito all’attacco: 66 il suo punteggio (-6). Secondo è arrivato l’australiano Cameron Smith (67) e per un gruppetto di 68: era un altro Barclay Brown (giocatore amatoriale inglese), Kurt Kitayama, Lee Westwood, Brad Kennedy, Victor Hovland, Talor Gooch, Dustin Johnson, il numero uno Scottie Sheffler, Sahith Theegala, Robert Dinwiddie.

Giornata longa e difficile per Tiger Woods (que perso subito due colpi alla buca uno), al suo ultimo Open giocato a St. Andrews (il prossimo sarà infatti tra cinque anni). Una prognosi il suo punteggio vincente? Quello che dice Francesco Molinari: “Con il vento dei giorni previsti, dirò diecimila sotto la coppia, un numero che però raddoppia sarà condizionato saranno quelle più docili di questa mattina”.

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