Golf, L’Open: Comandano McIlroy e Hovland, Francesco Molinari Rimonta

Sulla strada per l’Old Course (par 72) di St. Andrews, in Scozia, la coppia ha quattro colpi di vantaggio. L’azzurro è Risalito dal 66° posto, bene anche Filippo Celli, 35°

L’Italia a St. Andrews c’è. Francesco Molinari (18°) si è fatto incisivo e ha fatto una buona partenza par di misura e un secondo giro appena sotto i Guadagnarsi nel fine settimana nel miglior vecchio paese, nel vecchio paese. A denti stretti e sul filo del taglio.

differenza

Anche oggi un gioco solido, ma il putt fa la differenza, cominciai ad entrare e alla ten il pro torinese ha già ottenuto cinque colpi; poi a spauracchio e ancora due uccellino. In totale sei colpi sotto la coppia (73-71-66) per guadagnare sembrano essere in classifica e portare alto quando il leader non è in parte ancorato. “A mattina senza vento, è stato un buon vantaggio”, ha detto. Domanda sul feeling con i campi scozzesi e con questo torneo arrivato a Carnoustie nel 2018? «In realtà chi non è molto diverso da quello che è fatto quest’anno in altre gare. Ho giocato ottimi giri, ma non sono riuscito a metterne insieme quattro. Ieri sono stato vicino a mancare il taglio e poi oggi ho fatto bene: devo trovare continuità”. St. Andrews e Carnoustie, vari campi e condizioni. “Il terrain è hard allo stesso modo, ma qui si gioca soprattutto più drive quasi senza conseguenze, nelle seconde nove; a Carnoustie invece occorre un gioco di posizione”.

Olgiata

Per Filippo Celli ancora un colpo ottenuto: primo punteggio dovuto (74-67) aggiunto un 71 che lo porta a -4. Ottimo golf in avvio ma soddisfazioni negate da bandiere inprendibili; il primo birdie solo lì 5 e ancora lì 9 dove sfiora l’aquila. Gli errori iniziano alla 10, ma il giocatore Romano dimostra di saper gestire al meglio ache le situazioni difficili. Per via del suo tutto. There 14 (dove sfiora la buca per l’albatros) finisce in bunker due volte ed è anche costretto a giocare in ginocchio dalla sponda. Perderai solo un colpo, perché lì entra 17 (Micidiale Road Hole) con un palo diverso, dà un profondo bunker; sbaglia il secondo ed è con la palla a passo dal pared del fondo: anche chi lo scava con uno spauracchio. Dai Filo. Sono arrivati ​​​​​​in dodici dal Circolo Romano dell’Olgiata (Filippo gioca da sempre dove), e se fanno sentire parecchio. Nella parte alta, il tabellone è affollato per le prime nove buche. Poi ha diviso un match a due (la penultima squadra) tra il danese Victor Hovland (66-68-66) e il nordico Rory McIlroy (66-68-66). Se ha segnato stretti, danno spettacolo, ha emozionato il pubblico e ha recuperato tra sei posizioni per fissare a -16 il leader del punteggio in un giro finale. Prova belle giocate spicca il colpo dal bunker imbucato da McIlroy alla 10 per l’aquila. Se Cameron Smith (67-64-73, -12) e Cameron Young (64-69-71, -12) segnano due volte in negativo: l’australiano perde a sua volta un colpo, l’americano e il Guadagna solo uno e restano indietro di 4. Rimangono a scia Scottie Sheffler (68-68-69, -11) e Dustin Johnson (68-67-71, -10). Si fanno avanti il ​​coreano Si Woo Kim (69-69-67, -11) e l’inglese Tommy Fleetwood (72-69-66, -9). Spariscono Tyrrell Hatton (70-66-73, -7) e Talor Gooch (68-69-75, -4). Non trovano spunto Matt Fitzpatrick, Adam Scott, Jordan Speth e Patrick Cantlay.

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